giovedì 23 luglio 2015
mercoledì 22 luglio 2015
Video
Ieri sera grande emozione nel vedermi in Tv allo speciale sul libro. Aspetto il link per girarlo.
Emozionato !!!!
Emozionato !!!!
sabato 11 luglio 2015
Un libro è come un figlio
Ciao,
ho ricevuto la seguente mail che penso sia opportuno pubblicare nel blog. Perché un libro è come un figlio e i suoi prodotti e risultati inorgogliscono noi genitori.
ho ricevuto la seguente mail che penso sia opportuno pubblicare nel blog. Perché un libro è come un figlio e i suoi prodotti e risultati inorgogliscono noi genitori.
Buon giorno!
Sono stato in libreria, ho
ordinato il libro, l’ho poi ritirato e.... letto tutto d’un fiato!
![]() |
| Io su Moto a 14 anni : la mancanza di mano non ha fermato le scorribande. |
Seguirò l’indicazione del
retro della ricevuta fiscale del “carinissimo ristorante di Primolano” e farò
conoscere il libro alle mie mailing list...
Però prima desidero dirLe che
il libro contiene molti spunti di riflessione: senza volerlo, Lei è una grande
Filosofo!
La parte finale è concreta
(nelle proposte) e interessante, e mi piace il Suo approccio col mondo
dell’handicap.
Condivido anche la Sua sete
di verità che, a mio parere, deve venire prima dei risarcimenti... lo dico
sempre ai miei amici emofilici...
Davvero da incorniciare il
capitolo “Esposizione”.
Concludo con un’annotazione
personale: a pag.40 racconta di una Sua trasferta a Bologna in un ospedale
ortopedico dove Le prescrissero un bustino.
Immagino fosse il “Rizzoli”:
io il busto l’ho portato “davvero” per anni (non me ne sono liberato alla
Houdini), ma non è servito, e a 17 anni fui operato (al Rizzoli) per la
scoliosi: mi fissarono mezza colonna vertebrale come fosse un manico di scopa...
In questo mondo ognuno di noi
ha avuto le sue “avventure”...
Un caro saluto.
Marco
martedì 7 luglio 2015
Speciale sul libro
Circa un anno fa' fui ospite in una trasmissione per portare la mia esperienza come volontario del programma Criminon.
Alla giornalista portai la copia del mio libro "la mia mano destra". Lei lo lesse e mi scrisse entusiasta nel voler fare uno speciale. Poi le mie assenze e gli impegni del palinsesto ci hanno portato a registrare lo speciale solo oggi. Ma è avvenuto. E a breve potremo vederlo montato. Qui dopo le "fatiche" Cristian il cameraman, Gloria la giornalista di Telecolor, Io e Tiziana.
Comunque vada ci siamo divertiti.
Comunque vada ci siamo divertiti.
martedì 30 giugno 2015
dal corriere della sera del 25 giugno 2015
Quelle vittime del talidomide
in attesa di giustizia da 50 anni
La battaglia all’Europarlamento per avere i
risarcimenti da Berlino. Il farmaco era spacciato in tutto il mondo come un
tranquillante ma danneggiava i feti. In Italia Provocò handicap a circa 400
persone: dal 2008 hanno diritto a un indennizzo
di Gian Antonio Stella
«Quante divisioni hanno, i talidomidici?»,
potrebbe chiedere qualcuno facendo il verso alla famigerata battuta di Stalin
sul Papa. Nessuna, ovvio. Anzi: è il più indifeso e innocuo di tutti gli
«eserciti» del mondo. Per quanto solo morale e disarmata una «dichiarazione di
guerra» delle vittime del talidomide, il farmaco che mutilò migliaia di bambini
nati senza braccia, senza mani, senza gambe, metterebbe però la Germania in
gravissima difficoltà. Ci si può difendere anche dall’Isis: non dalla vergogna.
E i talidomidici hanno tutta l’intenzione di mettere la Bundesrepublik di
Angela Merkel sul banco degli imputati proprio per i decenni di ambiguità, a
partire dal «Mammuth Prozess» (noi diremmo processo-lumaca) che finirono per
coprire le colpe della casa farmaceutica tedesca Grünenthal di Stolberg, vicino
ad Aquisgrana. La quale solo nel 2012, oltre mezzo secolo dopo, si è rassegnata
a chiedere scusa alle migliaia di persone mutilate dalla criminale sciatteria
con cui il letale talidomide fu messo in commercio e addirittura consigliato
(consigliato!) alle donne incinte.
Il farmaco spacciato per
tranquillante
«Esistono svariate cause che danno origine
ai mostri», scrisse Ambroise Paré, uno dei padri della chirurgia, «la prima è
la gloria di Dio. La seconda è la sua ira». È passato mezzo millennio, da
allora. E nessuno osa più attribuire le disabilità d’un bimbo all’accoppiamento
della madre col demonio. Anzi, qui lo sappiamo chi fu il demonio: chi produsse
quel farmaco spacciato per un tranquillante senza controllare gli effetti sui
feti. Effetti che, come avrebbero dimostrato le analisi successive (e tardive)
su conigli, ratti, pulcini, pesciolini, erano catastrofici.
Eppure lo sviluppo mancato del feto è ancora definito, nello spaventoso gergo «scientifico» dei medici «teratogenesi»: dal greco «creazione di mostri». E non è bastato mezzo secolo alle vittime del talidomide per trascinare la casa farmaceutica a pagare per le sue responsabilità non solo le vittime tedesche, risarcite per tacitare le polemiche domestiche, ma anche quelle di tanti altri Paesi del mondo.
Eppure lo sviluppo mancato del feto è ancora definito, nello spaventoso gergo «scientifico» dei medici «teratogenesi»: dal greco «creazione di mostri». E non è bastato mezzo secolo alle vittime del talidomide per trascinare la casa farmaceutica a pagare per le sue responsabilità non solo le vittime tedesche, risarcite per tacitare le polemiche domestiche, ma anche quelle di tanti altri Paesi del mondo.
Gli indennizzi
Papa Francesco ha visto ieri, all’udienza
generale, i talidomidici spagnoli. E ha detto loro poche parole di conforto e
incoraggiamento. Bellissime, come sempre. E di grande aiuto morale. Le persone
che si sono viste imporre mezzo secolo fa un’infanzia, un’adolescenza, un
percorso scolastico e una vita di relazioni sociali complicatissimi, però, come
hanno ribadito giorni fa al Parlamento Europeo, hanno la necessità assoluta
«anche» di un aiuto economico concreto. Certo, l’Italia, supplendo alle
latitanze tedesche e facendosi carico dell’errore di dare per scontata la
storica affidabilità dei prodotti germanici consentendo senza controprove
«nazionali» tra il ‘58 e ‘62 la vendita di 15 farmaci contenenti il talidomide
da parte di 7 industrie farmaceutiche che fecero nel nostro paese tra le 350 e
400 vittime di vari handicap (più gli aborti spontanei, i bambini nati morti e
quelli «pietosamente» accompagnati alla morte), ha riconosciuto quasi da un
decennio la patologia e dal 2008 versa ai talidomidici più gravi un indennizzo
che può arrivare a 5.300 euro mensili.
Cosa voglia dire « talidomidici più gravi»
l’ha spiegato Nadia Malavasi, una signora padovana che grazie a un sorriso
contagioso, una straordinaria auto-ironia e una volontà d’acciaio è riuscita a
far fronte alla disabilità, laurearsi in lingue, sposarsi, fare un figlio e
perfino prendere la patente («L’esaminatore mi guardò e disse: “Ma cosa
pretende se le mancano due braccia e una gamba!”, però l’ho vinta io») l’ha
raccontato a Stefano Lorenzetto. Lei stessa non può lavarsi la faccia da sola e
non può prendere un vestito dall’armadio e non può alzare una tapparella e non
può tagliarsi una bistecca e se le cade qualcosa per raccoglierla deve
sdraiarsi sul pavimento. «In autobus è salita solo una volta in vita sua:
l’autista ripartì con le portiere ancora aperte e lei, che non può aggrapparsi
ai corrimano, volò sull’asfalto».
La storia di Sherri
Finkbine
Quello che lascia senza fiato, ancora mezzo
secolo dopo, è leggere i giornali dell’epoca. Come una foto - notizia del Corriere della Sera
dell’estate 1962 datata Phoenix, Arizona: «La signora Sherri Finkbine è
protagonista di una vicenda che sta appassionando la pubblica opinione
americana. Essa attende un bambino per i prossimi mesi, ma avendo fatto largo
uso di un tranquillante a base di talidomide si è rivolta alla magistratura per
avere l’autorizzazione a interrompere la maternità. Com’è noto la talidomide è
sospettata di creare gravissime malformazioni sui nascituri» . Tempo dopo,
rilanciando la notizia che la donna aveva cercato d’abortire all’estero,
comparivano sui giornali italiani articoli come questo: «Cinque medici svedesi
esaminano il caso Finkbine. Dovranno tenere conto del fatto che, in contrasto
con certe allarmanti statistiche, soltanto due o tre donne su dieci hanno dato
alla luce bimbi anormali per essersi servite delle discusse pillole». Ma come:
«Due o tre donne su dieci» sembravano poche? Scriveva Enrico Altavilla:
«Durante il secondo mese di gravidanza Sherri Finkbine aveva inghiottito decine
e decine di pillole di “Contergan” com’è chiamato in Germania il terribile
tranquillante a base di talidomide (glielo aveva portato il marito da Amburgo)
che ha già fatto nascere storpi e monchi degli arti inferiori e superiori
centinaia di bambini negli Stati Uniti, in Canada, in Gran Bretagna, in Svezia
e in altri Paesi. Sono 7.000, si calcola, le vittime del talidomide».
In Italia 125 talidomidici
ancora vivi
Erano di più. Molte di più. Almeno ventimila in 24 Paesi, spiega
Nadia Malavasi, Presidentessa onoraria di T.A.I Onlus, che rappresenta i
talidomidici italiani: «Di 688 nati malformati nel 1961, nel nostro Paese, ne
sono rimasti vivi circa 125. Molti sono finiti al Cottolengo e poi
deceduti...». Sono passati cinquantatré anni, da quell’estate del ‘62. Eppure
le migliaia di vittime del talidomide ancora rivendicano quel risarcimento che
la Germania non ha mai concesso. Prossimo appuntamento, fondamentale, il 20
luglio. Alla Commissione Sanità dell’Europarlamento. Dove, chissà, potrebbe
essere riletto un biglietto spedito qualche anno fa alla Cancelliera tedesca:
«Ho visto piangere i miei genitori e gli ho sorriso per rincuorarli, avrei
voluto suonare la chitarra o le tastiere e non mi è stato possibile, avrei
voluto portare i miei figli sullo scooter la domenica mattina e non l’ho potuto
fare, avrei voluto aiutare mia moglie nelle faccende domestiche quando non
stava bene e ho dovuto io chiedere aiuto, avrei voluto fare tante altre
cose...» .
sabato 23 maggio 2015
Un grande spettacolo, due grandi persone
![]() |
| Rico durante una giornata di prevenzione |
Ho un grande amico che sfortunatamente
non vedo spesso. E’ un grande amico perché da 20 anni lavora nel campo della
prevenzione (reale prevenzione) alla droga tenendo conferenze a ragazzi , su tutti i tipi di sballo e conseguenze. È un grande perché a quest’ opera non ha dedicato
solo la vita, ha dedicato il suo ingegno creando un formato di prevenzione che
solo chi ci è passato può fare e con il cuore vuole che altri non commettano lo
stesso sbaglio. Ha scritto anche il libro della sua vita.
Il suo nome
è Enrico (Rico) Comi.
Ieri sera sono andato a vedere lo
spettacolo creato dal libro di Rico, Stupe Fatto, progetto teatrale
realizzato da Fabrizio De Giovanni e da lui interpretato. E’ incredibile cosa
avviene quando un Grande come Rico incontra un Grande come Fabrizio. Fabrizio
interpreta il libro di
Rico, la sua storia personale non come un attore, non
come uno che si immedesima, ma come un Grande
che ha deciso di fare prevenzione, facendo suo il messaggio di Rico. Fabrizio è
per Rico un fratello e quando raccoglie soddisfatto i complimenti degli spettatori
a fine spettacolo, seduto sul palco, e parla dei bimbi che lo hanno ascoltato,
mentre Rico ascolta un genitore che vuole portare l’iniziativa nella scuola del
figlio, capisco che lui, come Rico, si ciba della soddisfazione di poter fare
qualcosa a riguardo. Che bella serata. Che belle persone. ![]() |
| Fabrizio De Giovanni |
Che Grandi persone.
domenica 1 marzo 2015
Il farmaco oscuro
Riferendoci
all’Olocausto parliamo di milioni di Ebrei ai quali è stato tolto ogni diritto,
ogni proprietà e la vita stessa. Vennero incluse nello sterminio anche altre
categorie, come i matti, i dementi e gli zingari che passarono in secondo
luogo, essendo di numero inferiore.
La vicenda del Talidomide, è la
storia di una casa farmaceutica tedesca, tale Grunenthal, che nel 1957 mise sul mercato un farmaco dopo
pochi test di laboratorio. Affascinati dal potere di guadagno e da una fedeltà
all’azienda e ai suoi guadagni, lo staff medico nascose qualunque rapporto
sfavorevole al farmaco anche quando centinaia di vite di bambini furono a
rischio per ogni mese di ritardo sul ritiro del farmaco nella sola Germania. La
società farmaceutica Grunenthal è ancora aperta. Nessuna condanna penale è
stata emessa nei confronti del suo staff dell’epoca.
Una percentuale di Psichiatri ha nel 20mo secolo inventato
senza prove scientifiche una serie di patologie per ragazzi e sta dispensando
farmaci psicotropi per risolvere una malattia che non c’è. Dei semplici disagi
vengono etichettati come patologie. Dietro questo troviamo delle case
Farmaceutiche che stanno aumentando i loro fatturati a dismisura, incuranti
della tossicità dei loro proventi.
Quale fattore
accomuna l’Olocausto, la vendita del farmaco Talidomide avvenuto negli anni 60
e la distribuzione di farmaci psicotropi ai ragazzi con la scusa di false
etichette patologiche (leggi ADHD) ?
I più informati potrebbero rispondere il numero di vittime.
Si parla di milioni di Ebrei per l’olocausto.
Il numero di vittime della Talidomide per qualche strano fatto non è mai
stato censito in nessuno dei Paesi dove questo prodotto è stato commercializzato.
Si presume che 20.000 bambini nacquero malformati e un’altissima percentuale
morì entro il primo anno di vita. Delle vittime dei farmaci psicotropi
prescritti ai ragazzi come sta avvenendo in molti stati degli Stati Uniti siamo
a conoscenza solo di casi eclatanti, e cioè quando sfociano in
omicidi/suicidi. Questa sembra solo la
cima di un iceberg. I danni di tale programma forse non potranno essere mai
calcolati. Ma il numero farebbe sicuramente accapponare la pelle di qualsiasi
essere normale.
Un altro punto comune alle tre
vicende potrebbe essere la sete di soldi e potere. Grandi somme vennero
sequestrati agli Ebrei durante il Nazismo e anche grandi ricchezze come
proprietà, quadri, gioielli e altri beni. La Grunenthal, con il suo farmaco “miracoloso”
si posizionò per fatturato al secondo
posto in Germania dietro solo all’aspirina. E grossi ammontare arrivavano da
mercati esteri, come il Commonwealth, Finlandia, Italia, Spagna. I margini di guadagno da una piccola pillola
che alla produzione costa probabilmente 0,01 di dollaro, quando moltiplicati
per miliardi di dollari di fatturato si sommano in tanti soldi. Oggi come ieri,
Grunenthal come altre case farmaceutiche di oggi.
Proviamo però a vedere un altro fattore che accomuna queste
tre orrende vicende.
Nel 33 il marketing era chiamato “propaganda”, vendeva ai
tedeschi un idea di valori basati su false ideologie mediche di razza
superiore. Con un’attività crescente si giunse all’accettazione che il tuo
vicino, fino a ieri coinquilino, oggi poteva venire arrestato e i suoi beni
sequestrati perché ebreo.
Intervista di Gitta Sereny, giornalista
a Franz Stangl, SS e Comandante dei campi di sterminio: alla richiesta di come
era possibile fare quello che si era fatto, Stangl spiega la nascita della
propaganda.
“Christian Wirth, ufficiale delle SS,
nel 1939 fu inviato nella clinica psichiatrica di Grafeneck per prendere parte
al famigerato programma “Aktion T4” di cui, nel 1940 divenne capo. Questo
programma (il nome T4 sta per Tiergartenstrasse 4 - l’indirizzo dell’ente per
la salute) doveva implementare l’eutanasia forzata su larga scala,
eufemisticamente ridefinita “morte per compassione”. Serviva a lenire la sofferenza di coloro la cui vita
“non era degna di essere vissuta”. Non tutti sanno che, prima dell’Olocausto,
in Germania centinaia di migliaia di persone la cui vita era definita “non
degna di essere vissuta” furono uccise. Poteva capitare a chiunque, non solo
agli ebrei. Molti ‘ariani’ furono sterminati in quel modo. Era l’inizio: il
seme era stato piantato e avrebbe dato i suoi germogli.
L’eugenetica - dal greco “buona
nascita” - prese piede sulla scia delle teorie darwiniane verso la fine del XIX
secolo. L’idea di “sopravvivenza del più forte” fu dapprima usata per impedire
che i deboli procreassero e, più tardi, per giustificarne la soppressione.
Hitler la usò come strumento per “migliorare” la razza umana. Solo gli ariani
potevano riprodursi, e dunque occorreva sterminare le cosiddette razze
inferiori: ebrei e zingari, ma anche ‘ariani’ omosessuali e malati mentali”
La Grunenthal nel 57’ spedì lettere informative a migliaia di
medici in Europa; le spedì anche mentre le prime avvisaglie di
controindicazioni affioravano dal pentolone dello stregone. Anzi proprio le
informative sensazionalistiche, più che scientifiche, erano l’arma per
contrastare delle informazioni che arrivavano per salvaguardare la salute delle
persone.
Dagli anni novanta il marketing è entrato nelle case
farmaceutiche e si sta divertendo poiché il prodotto che sta vendendo è così
impalpabile, così effimero che è facile impacchettarlo: “La pazzia”. Qualunque
disturbo che sarebbe stato in passato
oggetto al limite di scherno (“spendo troppo per la parrucchiera”)
diventa oggi una patologia che deve essere curata. E il libro “Il farmaco oscuro” [di Rock Brynner e Trend
Stephens edito in Italia dalla TAI, la storia forse più completa della vicenda
del Talidomide], riporta nella sezione dedicata alla storia della FDA degli anni
60 il seguente punto:
“Il senatore
Kefauver….. Si preparava a tenere delle udienze per indagare brogli dei prezzi
delle nell’industria farmaceutiche sull’incessante promozione di marchi
aziendali a medici che avrebbero potuto in alternativa, prescrivere farmaci
generici ( quarant’anni dopo non solo i medici sono bersaglio di tale pubblicità,
ma oggi l’industria farmaceutica investe
2 miliardi di dollari l’anno per la promozione diretta ai consumatori)”
Ed io aggiungo, su quelle reti televisive che poi ci danno i
TG dove gli scandali farmaceutici arrivano sempre tardi se mai arrivano.
Ma leggendo il libro sopra, che copre anche la medicina nella Germania Nazista,
il retaggio nella Germania post bellica, il rapporto tra le case
farmaceutiche e la FDA, rapporto già aberrato e fraudolento negli anni 60 che
per puro miracolo non fece passare il medicinale teratogeno negli Stati Uniti che
avrebbe portato il numero della vittime del Talidomide ad essere forse a 6 cifre, mi sono reso conto
di un fattore nascosto, subdolo e difficile da scovare.
![]() |
| Eleaonor Roosevelt con la Dichiarazione dei Diritti unani |
Le persone per bene augurano una
buona sorte ai loro ai loro simili. È nella natura umana e ci si aspetta che
questo naturalmente sia presente in ogni uomo. Lo si sa perché è così che
dovrebbe essere, ed è accompagnato dalla cura per le persone intorno a noi. Su
questo sentimento umano si basano le leggi di soccorso del mare, le leggi della
croce rossa, le leggi dei diritti dell’uomo che nel tempo hanno cercato di
cancellare le esperienze barbariche nella storia dell’uomo. Ma ci sono uomini che questo sentimento lo
hanno perso, lo hanno buttato via e senza perderci nella ragione non ce lo
hanno più. Si cercano a volte di
classificare per riconoscerli con divise, con gruppi di appartenenza, ma non è
sempre così. Delle persone sono semplicemente cattive e perfide verso altri al
punto da non avere nessun riguardo per gli altri. Quando queste persone vestono
camici bianchi, o colletti immacolati dietro una targhetta rassicurante rubata,
il danno è grave. E questo è un fattore molto nascosto ai più.
La malvagità, inaspettata dall’uomo comune, ha il predominio
sulle vicende perché all’inizio nessuno ci avrebbe creduto. Il comandante degli
alleati, arrivato in un campo di Concentramento Tedesco, ordinò un’ immensa
quantità di materiale fotografico per portare una realtà impossibile da
prevedere per il resto del mondo normale.
Sono Talidomidico dalla nascita e ho scoperto che se i dottori della
Grunenthal avessero dato retta in modo almeno professionale alle lettere di
denuncia che ricevevano nel 61’ io nato nel 62, avrei potuto evitare di nascere
con un Amelia. E come me molti altri. Ci sono documenti della Grunenthal dove
il medico Muckter, messo oramai di fronte a prove indiscutibili del
collegamento della sua creatura (il Talidomide) e i bimbi malformati
dell’intera Germania, ancora rifiuta di ritirare il farmaco.
La falsità delle “ricerche” scientifiche” di oggi che
inventano malattie comportamentali basate
su falsi sbilanciamenti chimici, sono così malvage nel loro prodotto, che a
primo acchito si fa fatica ad accettarle, proprio perché non si pensa che sono
frutto di una mente che non ha cura per il prossimo, che non gli interessa
delle conseguenze negli altri. È troppo irreale per le persone normali di buona
volontà.
Dal libro: “ Mucketer [primo medico della Grunenthal] si impuntò. Nonostante l’evidenza che il suo farmaco causasse orribili
malformazioni, si rifiutò di toglierlo dal mercato. È impossibile non chiedersi
perché non autorizzò il ritiro totale del farmaco, considerando tutto ciò che
conosceva all’epoca. Credeva davvero che quelle malformazioni congenite fossero
anomalie isolate o casi statistici ? O
forse lui come l’esercito che aveva servito diciasette anni prima, persisteva
di fronte a un certo grado di sconfitta, con un simile disprezzo per il valore della vita umana in nome di una
certa lealtà nei confronti degli azionisti?"
Dei ragazzi oggi prendono delle carabine, arrivano al loro
campus ed iniziano a sparare. Sembra diventata cosa normale e causata dal
dilagare delle armi negli Stati Uniti. Il marito torna a casa e senza una ragione apparente uccide la moglie a
martellate, la mamma uccide i suoi figli
in un momento di “assenza” e dietro troviamo sempre la stessa frase: “il
ragazzo era in cura”, “la persona era affetta da depressione”. Ognuno può avere una giornata no, ma solo un
potente ipnotico può renderti così “assente” da sterminare la tua famiglia. Se poi
il prodotto è venduto sotto la falsa etichetta di “cura” e se tu in primo luogo
non ne avevi nemmeno bisogno, la tua capacità di comprendere cosa stia
avvenendo si blocca. Si blocca perché tu non riusciresti ad arricchirti con
pastiglie che causano suicidio, non inventeresti malattie mentali per venderle,
non continueresti a vendere Talidomide per salvaguardare la sua azienda e non
bruceresti il suo vicino perché Ebreo. Il valore della vita umana per te che non riesci
a comprendere è ancora alto. Non lo è più da molto tempo per coloro che invece,
circondati da falsi mostri, stanno distruggendo una delle migliori ricchezze: i
nostri giovani.
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